martedì, 17 febbraio 2009
Parco degli Acquedotti, iniziative per contrastare pericoli e degrado
Presentata una mozione al Consiglio del X Municipio per la l'illuminazione nel Parco e l’attivazione di un servizio di videosorveglianza nei punti di maggior criticità
di Angelo Tantaro - 16/02/2009

Iniziative concrete per contrastare pericolo e degrado nel Parco degli Acquedotti al X Municipio

Ciclicamente avvengono fatti di cronaca consumati nel Parco degli Acquedotti. Accoltellamento di un uomo in pieno pomeriggio, tentativo di violenza da parte di un pedofilo. Sono gli ultimi fatti di cronaca di questi giorni. Avvengono per inesistenti controlli di sicurezza. I cittadini del Municipio sono esasperati. Frequentano il Parco con timore, si guardano intorno, sono pronti a fuggire al primo sospetto. Tutto sommato sarebbe ora di predisporre una qualche misura per una adeguata sicurezza.

Sull’argomento sembra che siano tutti d’accordo. Da anni. Ma ad oggi nulla di nuovo. Ecco che in questi giorni viene presentata una mozione al Consiglio del X Municipio, primo firmatario Umberto Matronola del PdL, per la predisposizione di un servizio di illuminazione all’interno del Parco nonché l’attivazione di un servizio di videosorveglianza nei punti di maggior criticità e isolamento o almeno una idonea illuminazione limitata al viale di accesso al Parco posto su via Lemonia con l’istituzione di un servizio di vigilanza h 24/24 all’interno del perimetro.
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giovedì, 18 dicembre 2008
Da un lavoro di ricerca del 1995, realizzato dagli studenti della III B della scuola media statale "Quinto Ennio", un sito che raccoglie testimonianze ed immagini del Quadraro negli anni della II Guerra Mondiale.

http://www.webalice.it/nbruni1/Nonni_1945.html

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mercoledì, 17 dicembre 2008
Il 4 Novembre del 1969 Don Roberto Sardelli acquista una baracca, da una prostituta, lungo l'acquedotto Felice. Li fonda la "Scuola 725" dove insegnerà ai bambini, figli dei baraccati, che alla scuola elementare "Salvo D'Acquisto" venivano spesso messi nelle classi differenziali.
Assieme ai bambini, Don Sardelli scrive la "Lettera al Sindaco" indirizzata all'allora Sindaco Rinaldo Santini, che viene pubblicata dal quotidiano Paese Sera.
L'esperienza della "scuola" termina nel 1974 quando il Comune di Roma inizia ad assegnare le case popolari ai baraccati dell'Acquedotto Felice.

Scuola 725
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mercoledì, 17 dicembre 2008

Da: Il Messaggero

Il parco degli Acquedotti

“..C'era calma e sole, dietro al Quadraro i prati erano deserti" (P.P.Pasolini)

Uno del quartiere vendeva i bruscolini al cinema Quadraro, fino a quando venne chiuso, nei primi anni 60. La gente del posto di una certa età se lo ricorda ancora. Era un bravo uomo, molto modesto e raccontano che con poche lire te riempiva le saccocce di bruscolini. Per me, che sono un fanatico di bruscolini, un vero peccato non averlo conosciuto.

Ora li acquisto al Portico d'Ottavia. Ogni giorno meno il venerdì e il sabato, alle due del pomeriggio la pasticceria li sforna caldi, sono buoni. Li prendo e me li porto a casa.

Ma quando posso il sabato mattina li compro al mercato coperto del Quadraro, sono veramenti salati, significa bruciarsi le labbra.

Me li vado a sgranocchià al parco degli acquedotti, al sole vicino ai ruderi dell'Appio Claudio quelli di "mamma Roma". Una volta i bruscolini si sputacchiavano per strada o nel cinema, ora rigorosamente nel sacchetto che una volta pieno si butta nel primo bidone dell'immondizia, sempre se lo trovi e se sei fortunato devi sperà che ce sia capienza, altrimenti scivola fuori.

E' bello godersi il sole protetti dalle antichità. Archi imponenti quelli degli acquedotti, dopo secoli stanno in piedi in mezzo alla pace e al verde. Fieri e generosi, come quando diedero alloggio ai derelitti del sud sbarcati a Roma in cerca di una esistenza dignitosa ma trovarono solo un prete, don Roberto Sardelli, e la sua 725, una scuola che portava come nome il numero della baracca sotto l'arco, per insegnare più parole possibili, per farne l'uso migliore, per continuare a non tacere e non farsi più fregare.

Gli archi sotto il sole e io con le labbra spaccate seduto per terra con i jeans macchiati di erba, mi sento l'imperatore di Roma, dove vivo, che di bello ha solo le maestose rovine, indispensabili accessori di questa capitale che tale voleva essere ma è rimasta solo una periferia, anche quella dell'anima.

angelo tantaro

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martedì, 16 dicembre 2008
La politica è l’arte di impedire alla gente di occuparsi delle questioni che giustamente la riguardano.
Paul Valéry
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sabato, 06 dicembre 2008
Queste due foto permettono di vedere il cambiamento avvenuto dopo la demolizione del Cinema Quadraro, con la costruzione del palazzo negli anni '70
Come era.

Come è oggi..
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categoria:cinema
martedì, 18 novembre 2008
...Sarebbe un miracolo!
Gli ultimi interventi pubblici di ampio respiro effettuati dalle Istituzioni al Quadraro sono state: la costruzione della scuola di Via Diana oggi chiamata Jean Piaget, più o meno negli anni '30; la realizzazione dei cinema "Folgore" e "Quadraro", entrambe risalenti agli anni '30; il Sanatorio Ramazzini, grande centro di accoglienza per i malati e cura della tubercolosi ai tempi della sua maggiore diffusione in Italia, fra gli anni '20 e '40; la realizzazione della "casa del fascio" in Via degli Juvenci 6, presente al Quadraro dal '35 al '42.
Di recente la novità più importante è stata la realizzazione del parco "Giardino dei Ciliegi" in via Filippo Re ad opera di privati cittadini e del gruppo "nido di vespe" che hanno bonificato l'area ed offerto al quartiere uno spazio verde.

I vari personaggi pubblici che di anno in anno si avvicendano per fare proclami, si avvicinano al Quadraro solo al momento di raccogliere voti o per fare bella figura durante la ricorrenza del ricordo del rastrellamento del '44. Non credo sia più possibile sperare in un qualsiasi intervento di riqualificazione vera del Quadraro.
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martedì, 18 novembre 2008

Metro A Porta Furba-Quadraro: una rastrelliera per bici o una fioriera?

Proposte e piccoli accorgimenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini

di Angelo Tantaro

All’angolo di Via dei Fulvi con via Tuscolana dalla parte dei numeri dispari, è stato allargato il marciapiede e questa è cosa buona. Peccato che vi sostino continuamente due macchine e motorini. I vigili non si vedono. Attaccato al recinto delle scale della metro, tre/sei biciclette legate dalla mattina alla serra, con la catena. Il tutto in un mucchio di lamiera che ostruisce il passaggio.

Però mica male la presenza di biciclette. Dopo la fermata della metro Porta Furba inizia la salita e qualcuno giustamente blocca la bicicletta e prosegue con la metro.

Non sarebbe male installare una civile rastrelliera per biciclette, anche per far desistere qualche automobilista maleducato e/o disperato ad occupare uno spazio che non è suo.

Se proprio il Municipio non possiede rastrelliere e non ha soldi per acquistarle allora ci mettesse un elegante raccoglitore di carta e cicche come in centro o, meglio, una bella fioriera con seduta comoda per chi si aspetta alla fermata della metro Porta Furba Quadraro.

Piccoli accorgimenti che migliorano la qualità dei cittadini sfiancati.

17/11/2008

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venerdì, 14 novembre 2008
Sono decenni che il Quadraro è abbandonato.
Gli ultimi articoli pubblicati sul Messaggero, e che troviamo anche qui, confermano la cronicità di questo abbandono. Di parole ne sono state elargite tante ma tante, ma di fatti nemmeno l'ombra. I pochi interventi di manutenzione sono avvenuti più per caso che per volontà. Il rifacimento di strade e marciapiedi è avvenuto solo quando nel bilancio del Municipio si dovevano per forza spendere dei soldi avanzati ed il loro mancato utilizzo avrebbe pesato sui finanziamenti comunali successivi.
Una conferma la possiamo vedere nell'assoluta mancanza di interesse per Via Columella chiusa da tre anni a causa di una voragine e dove i lavori si svolgono solo quando qualcuno si ricorda. Non avanzano soldi e quindi non ce ne sono per il Quadraro.
Di recente sono state pulite le caditoie delle fognature, un bel gesto, fortunatamente in coincidenza con i temporali. Una considerazione però: per un paio di giorni sono stati lasciati i mucchi (molto abbondanti) di liquame a fianco di ogni tombino pulito, probabilmente per far vedere all'elettorato il lavoro svolto. A parte lo scarso igene del gesto, io ho avuto una diversa impressione: "... per la miseria! Ma quanto tempo è che non venivano puliti!!!"
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venerdì, 14 novembre 2008

Da: il messaggero.it 13-11-2008

Il disagio nel cuore del X Municipio

Il Quadraretto sarà pure il centro storico del X Municipio ma al tempo stesso dimenticato dalla propria amministrazione. Sarà perché è il primo nucleo abitativo dopo la discesa del Quadraro mentre il Municipio è molto più avanti a Cinecittà.

Appena scesi dall’Urbe a destra c’è il Sert, una struttura per il recupero tossicodipendenti e alcolisti, in via dei Sestili vicino ad un consultorio famigliare, ad un asilo nido, in una strada limitrofa, poco illuminata, chiusa, di difficile vigilanza, dove gli unici a circolare sono proprio i frequentatori delle strutture pubbliche e gli abitanti della piccola strada.

Da anni si pensa di trasferire il “Servizio per le Tossicodipendenze SerT” del X Municipio. Già nel 2005 l’allora sindaco Veltroni chiedeva al governatore Marrazzo “La struttura è vicina a edifici scolastici, deve essere trasferita”, il consigliere Peppe Mariani, ora presidente di commissione alla Regione Lazio, proponeva il trasferimento del Sert alla biblioteca Raffaello del Municipio all’Osteria del Curato e la biblioteca nell’attuale ambulatorio con l’applauso dei residenti dell’ area, non perché il popolo del Quadraretto è intollerante, ma perché effettivamente la zona non è adatta.

Il presidente del Municipio di allora, che è ancora oggi, dice "Il problema è che strutture del genere quando stanno in un tessuto urbano così densamente popolato creano grossi problemi": allora? La gente, educata, di rimando risponde: “Ma è mai possibile che vicino ad edifici scolastici dobbiamo trovare siringhe per la strada e proprio nelle vicinanze del Sert, a volte, anche vili spacciatori e poveri tossicodipendenti sicuri della unica presenza di ragazzini e genitori?”

Altra comodità per questi sfortunati è la piazzetta angolo via del Quadraretto e via dei Levii, un pò isolata e conquistata facilmente giorno e notte dai dipendenti da droghe o alcool con un continuo via vai del soccorso 118 che gli stessi abitanti, dalle finestre osservano e impietositi chiamano. Proprio nel momento di sconforto da parte dei residenti, a distanza di tre anni di proteste sempre più insinuose, ecco che un consigliere del X Municipio, Umberto Matronola, lancia una proposta interessante, qualcuno dice provocatoria, altri dicono sensata: trasferiamo il Sert a piazza Cinecittà 11 presso il Municipio, come già è stato fatto per l’igiene mentale del terzo piano.

Nello stesso edificio c’è la sede dei vigili, è sempre pieno di gente, ci sono i consiglieri che vanno e vengono e discutono, c’è l’illuminato presidente del Municipio, ci sono gli spazi. Un’idea folgorante, caro consigliere. Avanti, facciamo uno sforzo, caro governatore (mi manda) Marrazzo, caro sindaco Alemanno, caro presidente Medici.

Angelo Tantaro

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